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di m.c.
Luciano Gaucci, da autista Atac a magnate del calcio
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Big Luciano oggi possiede diverse squadre di calcio, il Perugia, il Catania , la Viterbese, ha fondato un’ azienda di abbigliamento sportivo, in passato è stato vicepresidente della Roma. Insomma un manager del mondo del calcio a 360° ma un manager che si è fatto da solo, come spesso lui ha ribadito. Luciano Gaucci, romano de Roma, classe 1939 ha iniziato da zero, senza nessun appoggio finanziario e senza nessuna conoscenza “importante”.
Nei primi anni sessanta Luciano faceva l’autista sulle linee urbane della capitale. Portava le persone su e giù per il Vaticano, il suo capolinea era la famosa fermata alla Basilica di San Pietro, in seguito Gaucci vinse il concorso interno all’ ATAC e si sistemò dietro una scrivania. Dopo qualche hanno sotto le dipendenze dell’ azienda società trasporti, decise di mettersi in proprio. Il primo passo da imprenditore Gaucci lo ha fatto partendo da una piccola impresa di pulizia. Pulizia di scale di condomini ed appartamenti. Pian pianino l’impresa è diventata sempre più ampia fino ad arrivare, nel 1974, a "La Milanese", un’azienda con 3000 operai sparsi in tutta Italia con la sede centrale a Roma. Per un soffio la sua azienda non si è aggiudicata l’appalto all’aeroporto di Milano Malpensa, giungendo seconda.
Con qualche soldo in tasca Luciano Gaucci comincia a coltivare seriamente una delle sue passioni più accese: i cavalli. Fonda una piccola scuderia che poi diventerà la White Star. Gaucci pesca un cavallo di razza, Tony Bin , che nel 1983 riuscì a tagliare per primo il traguardo nell'Arc de Triomphe, e che Gaucci nel ‘98 venderà ai giapponesi per 7 miliardi di lire. Insomma un business-man a tutto campo.
Negli anni 90 si lancia alla conquista del mondo del calcio.Durante la primavera del 1991 la Roma del dopo-Viola sembrò per un momento sua, sia perché era il primo azionista e pensava addirittura di prendersi Luciano Moggi e di portarsi all'Olimpico Marco Van Basten, sia perchè sapeva di calcio più di Ciarrapico. Ma erano momenti in cui più che i soldi servivano le credenziali politiche. Si disse che il progetto di metterci Gaucci non dispiaceva a Giulio Andreotti, ma non era gradito a Cirino Pomicino e a Bettino Craxi. Andreotti, che lo aveva preso in simpatia, cercò di solleticare il suo interesse verso la Lazio, con Falcao allenatore. "Verissimo - ha confermato Gaucci nel maggio del 1999 - ma allora ero vicepresidente della Roma, non potevo diventare laziale da un giorno all'altro. Decisi con il cuore e sbagliai. Tornassi indietro comprerei la Lazio".
Big Luciano ha preso il Perugia quando militava nel girone B della serie C1. Pur vincendo lo spareggio promozione con l'Acireale per 2-1, si è visto retrocedere la squadra per delibera della Caf. Però già l'anno dopo (campionato 1994-1995) ha potuto godersi la B, sino a fare salti di gioia per l'immediata promozione in A. Ma nel 1996-1997, con quel piazzamento della squadra al sedicesimo posto, rieccolo nello...spettro della B, per poi ancora l'anno dopo, in seguito allo spareggio con il Torino, riemergere in A e restarci, diventando in più circostanze "Castiga-squadroni”. Anche nel calcio l’imprenditore Gaucci sforna il colpo di genio. Punta sui giocatori d’oriente comprandoli a pochi spiccioli e rivendendoli a fior di milioni di Euro, oppure su giovani italiani semisconosciuti che in seguito approderanno in grandi squadre, fino addirittura alla nazionale.
05/04/2003 - © 2003 Akebia
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